Vincitori, Non -Vincitori e Perdenti

Vincitori, Non -Vincitori e Perdenti

Vincitori, non Vincitori e Perdenti. E’ tutto scritto nel copione.

Nell’articolo sul copione ho evidenziato come questo, secondo Eric Berne, sia alla base del destino di ogni essere umano. Inoltre, ho indicato chi sono, sempre secondo l’autore, gli artefici della sua composizione.

I copioni, quindi, sono progettati per durare tutta la vita. Si basano sulle decisioni prese durante l’infanzia e sulla programmazione parentale che viene continuamente rinforzata sia tramite contatti giornalieri sia con approcci occasionali.

Vincitori o Perdenti

I genitori possono volere che i loro figli siano Vincitori o Perdenti; possono volere che siano “felici” nel ruolo che hanno scelto per loro, ma non vogliono che loro vengano trasformati, tranne in casi particolari che necessitano l‘intervento di specialisti per una corretta disamina.

La prima cosa da stabilire riguardo al copione è se si tratti di un copione da Vincitore o da Perdente. Spesso lo si può scoprire ascoltando la persona in esame.

Un Vincitore dirà cose del tipo: “Ho fatto un errore, ma non accadrà mai più”, oppure “Ora so qual è il modo giusto per farlo”.

Un Perdente dice: “Se solo…”, “Avrei dovuto…” e “Sì ma…”

Poi vi sono i Non-Vincitori il cui copione richiede che lavorino molto sodo, non allo scopo di vincere, ma solo per rimanere dei Non-Vincitori. Tra questi vi sono i Perlomenisti, persone che dicono: “Bene, perlomeno non…” oppure “Perlomeno, ho questo di cui essere grato…”.

I Non-Vincitori producono ottimi soci, impiegati e prestatori d’opera in generale, perché sono leali, gran lavoratori, riconoscenti, e non hanno la tendenza a creare problemi. In società sono persone piacevoli e nella comunità sono ammirevoli.

I Vincitori, invece, sono fonte di guai per il resto del mondo, almeno indirettamente, in quanto lo sono quando combattono tra loro e coinvolgono degli innocenti.

I Perdenti causano il massimo dolore a sé stessi e agli altri. Anche se raggiungono il successo sono sempre perdenti e trascinano con sé gli altri quando arriva il momento del tornaconto finale.

Il Vincitore è definibile come un individuo che rispetta un contratto con sé stesso e con il mondo. Se dice che decide di fare qualcosa, se dice che si è impegnato a farla, alla fine la farà. La cosa più importante è che sia lui a stabilire la meta.

Gli individui

In breve, Berne, riassume questi individui nel seguente modo:

Un Vincitore è quello che arriva a diventare capitano della squadra, che esce con la ragazza più carina o che vince a poker.

Un Non-Vincitore non si avvicina mai abbastanza alla palla, esce con una ragazza “abbastanza” carina o si alza dal tavolo da poker senza né vincere né perdere.

Un Perdente non è in squadra, non ha la ragazza e a poker perde sempre.

Il tempo del Copione

Il copione, sia da Vincitore che da Perdente, è un modo di strutturare il tempo compreso fra il primo ciao al seno materno e l’ultimo addio, coincidente con la morte. Questo tempo di vita viene svuotato e riempito dal non agire e dall’agire, dal non agire mai, o dall’agire sempre, dal non agire prima, dal non agire dopo, dall’agire più e più volte, e dall’agire finché non rimane null’altro da fare.

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